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Personal branding: perché oggi non puoi farne a meno

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Quando si parla di personal branding tutti sono convinti di sapere di cosa si tratti… finché non devono spiegarlo. C’è chi pensa sia “farsi pubblicità”, chi immagina selfie motivazionali sui social e chi lo confonde con un logo fatto su Canva alle due di notte.
Spoiler: non è nessuna di queste tre cose.

Il personal branding è molto di più ed è diventato indispensabile per chiunque voglia essere riconosciuto, ricordato e, soprattutto, scelto dai potenziali clienti. Vediamo perché.

Cos’è il personal branding e perché è diventato indispensabile

Partiamo da una definizione chiara, senza fronzoli: il personal branding è l’arte di costruire, comunicare e gestire la percezione che gli altri hanno di te, come professionista.
Insomma, non riguarda quello che dici di essere, ma quello che le persone percepiscono di te quando arrivano sul tuo profilo, leggono i tuoi contenuti social o navigano sul tuo sito.

Ma qui entra in gioco una verità, lo ammettiamo, piuttosto scomoda: oggi “farsi trovare” è più importante che promuoversi. Perché? Semplice:

  • il mercato è estremamente competitivo – a parità di competenze, vince sempre chi comunica meglio il proprio valore;
  • la digitalizzazione ha cambiato le regole – prima ti cercavano dopo averti conosciuto, ora ti conoscono mentre cercano ciò che gli serve;
  • la reputazione online è un biglietto da visita permanente – non si stropiccia, non si perde, ma non si dimentica facilmente. Ecco perché non puoi sbagliare.

In altre parole, puoi essere bravissimo nel tuo lavoro, ma senza costruire un personal brand solido rischi di rimanere invisibile. E siccome nessuno può scegliere chi non vede, passiamo alla parte operativa e vediamo cosa fare per un posizionamento personale efficace.

Come costruire un personal brand efficace: i pilastri operativi

Costruire un personal branding non è un lavoro che può essere affidato al caso. Ecco i pilastri su cui costruirlo:

• analisi e posizionamento – spiegare cosa fai è facile, far capire perché dovrebbero scegliere proprio te è tutta un’altra storia. Serve individuare punti di forza, competenze, pubblico target e, soprattutto, il tuo valore differenziante, ovvero ciò che ti rende unico nel mercato;

• identità e messaggio – in pratica, bisogna scegliere tono di voce, visual identity, narrazione personale e valori, tenendo ben presente che la coerenza tra ciò che fai online e ciò che mostri offline è fondamentale. Se comunichi con l’energia di un vulcano in eruzione ma poi dal vivo sembri in modalità “risparmio energetico”, qualcosa non torna. E il tuo pubblico se ne accorge;

• strategia contenuti – qui si entra nel vivo della questione: servono contenuti educativi per mostrare competenze, case study per dare prova concreta dei risultati ottenuti, un po’ di dietro le quinte per creare vicinanza, leadership per posizionarti. Per quanto riguarda il formato, invece, va bene tutto: testo, video, immagini, basta che non vengano postati a caso. La frequenza non è importante, ma la costanza sì;

• presenza digitale non serve essere ovunque: serve essere nel posto giusto nel momento giusto. Sito personale, portfolio, blog, newsletter, social e ogni media digitale devono lavorare insieme, non essere come parenti che non si parlano al pranzo di Natale.

E quando hai tutto ciò, il tuo personal brand diventa riconoscibile, memorabile ed entra nel cuore (e nel portafoglio) dei tuoi clienti. 

Perché LinkedIn è il canale più potente per il personal branding

Tra tutti i luoghi digitali in cui puoi raccontare chi sei, LinkedIn non può mancare. D’altronde, è l’unico social nato proprio per migliorare la propria reputazione professionale: qui parlare di lavoro è normale, essere competenti è apprezzato e fare networking non sembra una vendita porta a porta.

In più, rispetto ad altri social media dove per farsi notare è necessario “urlare” più forte degli altri, su LinkedIn la visibilità organica è facilmente raggiungibile. Come rafforzare il personal brand su LinkedIn? Puoi usare: 

  • post e articoli – perfetti per mostrare la tua competenza, ti posizionano nella mente del pubblico come referente del settore;
  • commenti – posizionandoli strategicamente, proprio dove servono, migliorano la percezione del tuo profilo più di una campagna pubblicitaria;
  • bio come landing page personale – sfruttando headline chiara, informazioni essenziali, elenco delle esperienze e competenze aggiornate, il profilo LinkedIn può diventare la tua migliore leva reputazionale.

In sintesi: se vuoi che il tuo nome giri nei posti giusti, LinkedIn non è un’opzione. È una scelta obbligata. E se vuoi farlo nel modo giusto, non improvvisare. Se desideri una strategia che ti faccia emergere nel tuo settore, parliamone: ti aiutiamo a trasformare la tua presenza digitale in un biglietto da visita impossibile da ignorare.

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